Fino a 8.000 euro di bonus per aggiornare caldaie e abitazioni con gli interventi green più richiesti

Fino a 8.000 euro di bonus per aggiornare caldaie e abitazioni con gli interventi green più richiesti

Franco Vallesi

Gennaio 2, 2026

Negli ultimi tempi, il sistema che regola gli incentivi per migliorare l’efficienza energetica degli edifici ha cambiato notevolmente volto. Non è sparito nulla, anzi: si tratta più di una riorganizzazione – mica banale – delle priorità e dei modi per accedere alle agevolazioni. Oggi, chi vuole portare la propria casa a una classe energetica migliore deve scegliere opzioni che rispettino criteri più stringenti, sia dal punto di vista ambientale, sia tecnologico, seguendo le direttive europee e nazionali. L’idea è superare gli interventi tradizionali e puntare a sistemi integrati che abbassano l’impatto ambientale e limitano l’uso di combustibili fossili. Nel mezzo di tutto ciò, conoscere quali agevolazioni rimangono attive diventa necessario, per evitare spese non recuperabili con detrazioni o rimborsi.

Le nuove frontiere degli incentivi per le caldaie

C’è una novità importante che interessa dal 2025: il supporto fiscale per sostituire caldaie a gas metano, GPL o gasolio di vecchia concezione è stato eliminato del tutto. Tradotto: cambiare un impianto a gas vecchio con un modello nuovo dello stesso tipo non dà più diritto a bonus o detrazioni. Il motivo? Spingere verso tecnologie che migliorano davvero l’efficienza energetica e riducono l’impatto sull’ambiente.

Fino a 8.000 euro di bonus per aggiornare caldaie e abitazioni con gli interventi green più richiesti
Fino a 8.000 euro di bonus per aggiornare caldaie e abitazioni con gli interventi green più richiesti – databaseimmobiliareitaliano.it

Qualcosa che – diciamo – si fa sentire. Restano ammessi incentivi per impianti integrati o basati su fonti rinnovabili. Tra questi, le pompe di calore ad alta efficienza, sia aria-aria che aria-acqua, sono ormai la scelta preferita quando si parla di climatizzazione sostenibile. Allo stesso modo, i sistemi ibridi – che combinano pompe di calore e caldaie a condensazione – mantengono gli incentivi, purché privilegino l’energia rinnovabile. Un dettaglio spesso sottovalutato, specialmente in grandi città: abbinarli a impianti solari termici o fotovoltaici, quando fa parte di un piano complessivo di efficientamento, può portare vantaggi economici extra grazie a strumenti come Ecobonus o Conto Termico. Pur differenti nel modo in cui erogano il sostegno, sono entrambi assai validi per chi vuole investire green.

Bonus ristrutturazioni ed ecobonus, cosa cambia nel 2025

Gli incentivi sugli impianti si stanno spostando verso le tecnologie più moderne, ma le agevolazioni per i lavori di ristrutturazione con miglioramento energetico restano rilevanti. Il Bonus Ristrutturazioni, ad esempio, permette di detrarre il 50% delle spese su lavori fatti sulla prima casa; mentre per la seconda abitazione, la detrazione scende al 36%. Il massimo su cui calcolare il rimborso è 96.000 euro per unità immobiliare. È un sistema consolidato da anni che prevede il rimborso in dieci rate annuali di pari importo: cosa spesso trascurata quando si pianificano interventi edilizi. Accanto al Bonus Ristrutturazioni, l’Ecobonus rimane lo strumento chiave per migliorare l’efficienza energetica, con aliquote simili al bonus ristrutturazioni. Include sostituzioni di impianti di climatizzazione con pompe di calore, installazioni di sistemi ibridi, miglioramenti dell’isolamento termico e uso di tecnologie ad alta efficienza. C’è un punto che spesso lascia gli utenti un po’ indecisi: il divieto di cumulare Ecobonus e Conto Termico per lo stesso lavoro. Serve dunque una scelta accurata per capire quale conviene di più, in funzione della tipologia di intervento e della propria situazione fiscale.

Il ruolo crescente del conto termico e le scelte dei contribuenti

Il Conto Termico sta guadagnando terreno nel panorama degli incentivi per il 2025. A differenza delle tradizionali detrazioni, questo prevede un rimborso diretto con tempi di erogazione più rapidi, coprendo anche fino al 65% delle spese per interventi di efficientamento energetico. È particolarmente interessante per chi sceglie pompe di calore, impianti ibridi o soluzioni a biomassa, soprattutto quando si deve sostituire un generatore vecchio e poco performante. Il vantaggio? Un rimborso veloce, senza dover aspettare dieci anni per avere i contributi diluiti. Insomma, una strada preferita soprattutto da chi non ha capacità fiscale sufficiente per godere dei bonus spalmati nel tempo. Anche qui, va considerato il divieto di cumulo tra Conto Termico e Bonus Ristrutturazioni o Ecobonus sullo stesso intervento, che impone la scelta consapevole fin dalla progettazione. Il quadro generale premia nettamente tecnologie sostenibili, mentre le vecchie caldaie a gas sono ormai fuori gioco. Quello che serve, più che altro, è un progetto energetico che tenga insieme tipo di impianto e situazione fiscale concreta di chi affronta l’intervento. Ecco perché, se guardiamo a diverse zone del nostro Paese – diciamo dal Nord fino al Centro – si vede una diffusione sempre più marcata di pompe di calore e sistemi ibridi, soprattutto nei mesi più freddi, laddove la domanda di riscaldamento si fa sentire davvero.

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